Chi siamo? Non ci fermiamo!

Non abbiamo scritto sul blog per un lungo tempo: siamo nelle strade, tutti i giorni.

“Giovani Indignati” non è solo un collettivo di ragazzi che si dedica ad attività politiche e sociali. Siamo uno dei nodi principali di una fitta rete di connessioni di un intera generazione. Siamo quel poco che rimane di incredibilmente vitale in una verona impaurita, chiusa, soffocata dalla paura, dalla politica e dalla noia.

La nostra forza non è essere numerosi. La nostra forza sta nella capacità di creare unione, nel vedere ciò che ci accomuna agli altri a discapito di ciò che ci divide. Siamo un grande raccoglitore che coinvolge tantissimi giovani facendo convergere uno spaccato giovanile di Verona in un unica direzione.

Non siamo un punto di riferimento. Siamo un punto di passaggio fondamentale.

Si, siamo anche velleitari. Cosa vi aspettavate? E poi, perché no? Siamo ormai un fenomeno di controcultura giovanile locale con tutte le sue contraddizioni. Insieme amplifichiamo le nostre voci! Ci divertiamo! Viviamo! E sfidiamo la massa e la sua pulsione di morte che rende tutti automi.

Non siamo destinati a sparire. Muteremo forma continuamente.

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Valutazioni in seguito al Monti Bloc di Sabato 1 Dicembre

Comunicato in seguito alla manifestazione contro la presenza di Monti all’università di Sabato 1 Dicembre 2012

Alle ore 12.15 circa Mario Monti entra all’università di Verona da un ingresso secondario, scortato e protetto da numerosi poliziotti….. Non si fa neanche vedere dagli studenti, dai lavoratori, da quelli che un lavoro non c’è l’hanno, da quelli disperati ed esausti dalla crisi.

Non si fa vedere da quelli che oggi sono scesi in piazza per contestare le riforme alla scuola e al lavoro, i tagli alla sanità e ai servizi; da quelli che chiedevano più giustizia, più rispetto, meno corruzione, e che proponevano a LUI, a Mario Monti, di scendere in piazza con loro per parlare a faccia a faccia di riforme più eque, che non colpiscano solo e sempre i più deboli ma anche le caste e i trust, e di altri tipi di tagli, ai militari per esempio, ai politici e a tutti quelli che hanno creato la crisi e la fanno pagare a NOI!!!

NO… non si è fatto vedere, anzi manda i suoi scagnozzi a bloccare le contestazioni (ma lascia a piede libero cortei di nazifascisti che esplodono petardi e fumogeni, giustificandoli poi….).

Non ci riesce,la gente, già dalle 11, supera lo stesso i primi blocchi con un corteo spontaneo che si ferma davanti alla biblioteca Frinzi, facendo partire cori e musica e speakerando le intenzioni pacifiche dell’iniziativa.

Viene presidiato l’ingresso, portando allegria al grigiume dell’università blindata, finché non arriva Monti.

Da li a mezzogiorno e mezzo un altro corteo spontaneo, con ancora più gente di prima, con più colori, più bandiere, cartelli e allegria è partito, dirigendosi a Porta Vescovo lungo via XX Settembre.

Tutti hanno cantato, hanno gridato slogan contro la crisi e l’austerità, invitando i passanti a unirsi a loro in questa giornata di lotta, alcuni si accodavano, altri applaudivano e tutto si è svolto pacificamente e nella massima tranquillità.

Giunto alla Porta il corteo si è fermato in mezzo all’incrocio, bloccando il traffico per 10 minuti fino a che non è arrivata la polizia. A quel punto la gente si è spostata ed è rientrata nella porta verso piazza s. Toscana, quelli non hanno perso tempo, hanno, senza troppi problemi, alzato gli scudi e hanno colpito alle spalle un gruppo di studenti attardatosi indietro. La reazione è stata istantanea, molti ragazzi sono tornati indietro per trarre in salvo gli amici, ricevendosi di risposta una scarica di spintonate, pugni e manganellate dai “tutori dell’ordine”.

Dopo essere stati così “bellamente” allontanati da un posto da cui se ne stavano già andando questi “pericolosi dissidenti” senza casco, senza scudi, senza mazze ne sassi ma solo con la loro voce e i loro corpi hanno presidiato la piazza e spiegato col megafono a tutti gli abitanti del quartiere cosa era appena successo.

Caro Mario, caro presidente non eletto, ancora una volta abbiamo visto che in italia le proteste sono sinonimo di manganello e che alle nostre proposte VOI rispondete solo con la violenza!!

GIOVANI INDIGNATI

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Un intervista tratta dal blog “Mente Libera”

All’ingresso di via Tommaso da Vico c’è S. ad aspettarmi, un ragazzo dall’aria tranquilla, un piercing sul sopracciglio e tatuaggi sparsi per il corpo. Dopo una breve stretta di mano e qualche parola sui parchimetri mancanti, eccoci a conversare sulla realtà emergente di alcuni giovani veronesi stanchi delle formalità di una Verona per vecchi.

Seduti su scalinate ai margini del fiume, S. mi racconta la sua, la loro storia.

S. inizia a narrare partendo dal 2010 circa, quando partecipava attivamente ad iniziative con i ”Disobba” e con i ragazzi del Caffè Metropolis – Laboratorio Sociale . Mi racconta di partecipazioni ad eventi come quelli in Val di Susa e altre a Padova, in compagnia dell’amico Zeno Rocca, arrestato dopo gli scontri.

Tornato a Verona, S. si rende conto che la grande città manca di coscienza, di bene comune, di collettivismo. Necessita di qualcuno o qualcosa che possa scuoterla. S. decide, allora,di distaccarsi dalla politica attuale e in generale dai Centri Sociali presenti nel Nord Est.

Da qui in poi, nascono i Giovani Indignati.

I Giovani Indignati sono fondamentalmente una compagnia di ragazzi che hanno aperto gli occhi e che hanno deciso di dare una svegliata alla dormiente Verona. Essi si professano come apolitici ma ritengono comunque di poter essere mediamente identificati con la sinistra extraparlamentare, quella dei centri sociali.

”Dicono di noi che siamo gente strana”

Mi dice che loro non hanno ideologie prestabilite e che, al pari della nostra attuale modernità, sono coinvolti in un flusso continuo di ammodernamento e modellamento che segue, o meglio, va contro gli standard borghesi della città-metropoli veneta. Il loro scopo è una completa e totale sensibilizzazione contro la ”mentalità bottegaia” di Verona, contro l’idea di denaro, di commercializzazione delle identità finita nel dilagante qualunquismo veronese. Chiedono nuovi spazi pro giovani e una nuova cultura che verta sul collettivismo e sulla condivisione.

Essi partono dalle nuove generazioni, dagli studenti, da quelli che la scuola l’hanno lasciata, da chiunque abbia voglia di ricominciare laddove c’è terra bruciata. Raccolgono la parte underground della città veneta incidendo su punti noti come ”posti alternativi” quali Piazza Dante e la Zona di Veronetta. Hanno organizzato volantinaggi, manifestazioni, stencil colorati e adesivi fanno capolino sui cupi muri urbani, senza contare le numerose feste organizzare all’Area51.

Gli Indignati nascono dalle ceneri del defunto laboratorio Metropolis e dal centro sociale, ormai chiuso, La Chimica. Sono in pratica la nuova generazione di combattenti che hanno denigrato le politiche attuali e che non hanno bisogno di incoraggiamenti per manifestare e aggregare. Il nome è palesemente tratto dal movimento anti-austerità sorto in tutta Europa, gli Indignati, appunto.

Un giorno, ritrovatisi in zona S. Giorgio, vicino Ponte Pietra, l’ammasso di ragazzi stesi li a fumacchiare le loro sigarette, si convince del fatto che bisognava riunirsi e far qualcosa, dopo cinque mesi di completa inattività. La prima assemblea, manco a dirlo, fu un fiasco, con poco più di 20 persone presenti. Poco tempo dopo organizzarono una festa al circolo Pink e le soddisfazioni arrivarono:  nel piccolo locale di Veronetta erano presenti più di 300 persone tra cui le vecchie conoscenze de La Chimica e gli Anarchici.

S. ci tiene a specificarmi che lui non è che il portavoce del movimento e che, comunque, all’interno del gruppo non esiste alcuna organizzazione gerarchica che parta dall’alto. Ordinamento orizzontale, si lavora insieme.

Il folto gruppo, che conta presenze fisse di almeno 30 persone, si riunisce periodicamente al Circolo F.lli Rosselli in Corso Porta Nuova 70. Il locale è attrezzato con un Aula Studio e vi si tengono assemblee, proiezioni e cene sociali, anche se, per lavori, è disponibile attualmente solo la sera.

Recentemente gli Indignati hanno creato una rete studentesca che ha vinto le elezioni in 4 importanti scuole di Verona: Fracastoro, Anti (Villa Franca), Marco Polo e Maffei, oltre ad essere stati partecipi al fianco degli immigrati in più occasioni.

Quando cito la parola ”Occupazione” S. mi guarda quasi commosso dicendomi che

”L’occupazione è un sogno!”

In passato però atti di ”pseudo occupazione” ci sono stati, come l’ ”attacco” al comune di Verona. S. insieme al Metropolis , infatti, era entro durante un consiglio comunale e, occupando la zona, aveva mostrato, insieme ad altri, striscioni e manifesti. Peccato che la giornata sia finita con denunce e sgombero.

Più recentemente gli Indignati avevano occupato per tre mesi una villa ottocentesca della Valdonega ma, attualmente, per il gruppo di ”butei” non si prospetta alcuna occupazione. S. mi spiega che in ogni caso non sarebbe una cosa possibile: se occupassero suolo comunale verrebbero subito sgomberati, se invece occupassero suolo privato sarebbero sfrattati dal ”bottegaio” proprietario e, quando gli chiedo come mai non abbiano fatto una richiesta scritta al comune, prima di rispondermi si fa una bella e grossa risata.

Attualmente l’attenzione Indignata sta andando al neo progetto ”L’erba di Giulietta”, un movimento antiproibizionista realizzato in collaborazione con il collettivo Studiare Con Lentezza.

Alla fine della chiacchierata ciò che S. mi ha raccontato è, in breve, la storia della città, della sua città: Verona. Potrebbe stare ore ancora a parlarmi del passato della città veneta, ne conosce gli affranchi, le mancanze, le lotte, i momenti bui e mi ripete che:

”Se non conosci la storia della città non puoi capire qual’è la strada giusta per colpire”

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Sciopero Generale Europeo – Mercoledì 14/11, ore 09.00 @ Piazza Isolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/348670945229499/

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Valutazioni sulla manifestazione del 5 Ottobre. Le mobilitazioni continuano!

Venerdì 5 Ottobre, a Verona come in tantissime città italiane, gli studenti sono scesi in piazza per manifestare ancora una volta contro i continui tagli al mondo dell’istruzione e contro la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, oltre che per il caro libri e dei trasporti pubblici che rendono ancora più difficile la situazione di molte famiglie colpite dalla crisi. Non dimentichiamo poi la Fornero e il bando di nuovi concorsi per le cattedre d’insegnamento affiancato però dall’annullamento delle graduatorie già esistenti, lasciando nella disperazione 200mila docenti precari.

A Verona un rumoroso e gioioso corteo di circa 150/200 studenti ha sfilato per le vie della città scandendo interventi nei luoghi simbolo toccati come la sede dell’ATV e la Banca d’Italia nella totale indifferenza dei giornalisti e delle istituzioni che ignorano totalmente ancora una volta la protesta aumentando la sfiducia nelle istituzioni e l’aumento della tensione sociale come dimostra l’attentato alla sede di Equitalia a Verona avvenuto la notte tra il 4 e il 5 Ottobre.

Il prossimo appuntamento per decidere come continuare le mobilitazione è Lunedì 8 Ottobre presso il Lungadige San Giorgio ore 17.30. Invitiamo tutti a partecipare! Non mancate!

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Don Gallo presenta “Se Non Ora Adesso” – Lunedì 03/09

Lunedì 3 Settembre, ore 19.00

Baia degli Alpini, Via Monte Pastello 13/A, San Giovanni Lupatoto (Verona)

Don Andrea Gallo presenta il suo ultimo libro “Se Non Ora Adesso”

Aperitivo e cena equosolidale: per prenotare scrivi a: arcobalupo@gmail.com

Evento organizzato da: “Associazione Arcobalupo”, cooperative “La Rondine” e “Il Ceibo”.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/142381139235263/

 

 

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Festa In Rosso – Dal 24/08 al 03/09 @ Zona Fiera

 

> Evento Facebook

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Ripuliamo la città dall’ignoranza neofascista!

Nella nottata di venerdì 20 luglio, sono apparse sui muri di Veronetta alcune tristissime scritte fasciste accompagnate da intimidazioni ed insulti diretti a persone, collettivi e movimenti attivi nel quartiere, firmate con celtiche, fasci littori e svastiche. Sotto lo sguardo complice di assessori e consiglieri comunali “incerti tra la camicia nera e quella verde”, c’è ancora chi intende la politica come sopraffazione e ripropone pratiche, linguaggi e simboli di una ideologia autoritaria, identitaria, nazionalista, guerrafondaia, razzista, sessista.

Mercoledì alcuni studenti e lavoratori che tutti i giorni vivono Veronetta hanno manifestato per le vie del quartiere ripulendolo dalle scritte fasciste con rulli e vernice. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e che hanno voluto dare una risposta politica seria e pacifica in contrasto alle numerose minacce dei soliti noti gruppi nostalgici.

 

Cogliamo ancora una volta l’occasione per chiedere le dimissioni di Vittorio Di Dio, colpevole di aver incitato pubblicamente alla “giustizia fai da te”, e di Marcello Ruffo (consigliere in III circoscrizione) poiché dal nostro punto di vista è incompatibile con un incarico istituzionale in una democrazia in quanto leader dell’associazione neofascista “Casa Pound Verona”.

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Non dimentichiamo. Non perdoniamo.

Il 20 Luglio 2001 è stato assassinato CARLO GIULIANI. Gli hanno sparato un colpo, e mentre era in fin di vita, il suo corpo è stato investito due volte dal defender dei Carabinieri. Probabilmente, qualche momento dopo, una sassata in fronte lo uccide definitivamente. Non è mai avvenuto un processo per chiarire la morte di Carlo.

Di seguito la video controinchiesta “La Trappola”

http://youtu.be/bC-dy_gp17c

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Proiezioni “DIAZ, non pulite questo sangue” – Mercoledì 18 Luglio @ Piazza Dante

È STATA TORTURA
Franco Gratteri, capo della direzione centrale anticrimine. Gilberto Caldarozzi, capo servizio centrale operativo. Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell’Aisi, l’ex Sisde. Sono i pezzi grossi condannati e presenti la notte del 20 luglio 2001 durante l’irregolare irruzione alla Scuola Diaz che si concluse con il pestaggio incontrollato, l’umiliazione e la violenza psicologica nei confronti di circa un centinaio di manifestanti, due dei quali rischiarono di perdere la vita giusto il giorno dopo l’assassinio di Carlo Giuliani. Sono stati condannati, per l’unico reato ancora non prescritto (falso in atto pubblico aggravato) ma non per tutte quelle violenze che non dimenticheremo mai e di cui De Gennaro, capo della polizia all’epoca dei fatti, è tra i principali responsabili.

Per la prima volta in Europa dei così alti funzionari di polizia vengono condannati.

Ma non è ancora abbastanza. Vogliamo che venga fatta chiarezza sulle responsabilità politiche istituendo una commissione parlamentare d’inchiesta e che De Gennaro, attualmente sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti e Manganelli, capo della polizia, diano le immediate dimissioni.

NON DIMENTICHIAMO E NON PERDONIAMO

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/335490013199888/

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